l test da “Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività”

Gli unici strumenti che oggi vengono utilizzati per arrivare alla diagnosi di “Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività”, sono dei test: essi vengono eseguiti osservando il bambino e rispondendo alle domande, con un SÌ o un NO.

I questionari …risultano quindi assolutamente soggettivi e superficiali nell’individuare i presunti sintomi di iperattività, oltre a non consentire alcun avanzamento scientifico su questi complessi argomenti.

Per capire su quali basi si fondano questi test, ecco un esempio di alcune domande di uno dei questionari più diffusi, diviso per aree tematiche:

Disattenzione

Spesso non riesce a prestare attenzione ai particolari o commette errori di distrazione nei compiti scolastici, sul lavoro o in altre attività?

Spesso ha difficoltà a mantenere l’attenzione nei compiti o nel gioco?

Spesso sembra non ascoltare quanto gli viene detto?

Spesso non segue le istruzioni e non porta a termine i compiti scolastici, le incombenze o i doveri sul posto di lavoro?

Spesso ha difficoltà ad organizzarsi nei compiti o nelle attività?

Spesso evita, prova avversione o è riluttante a impegnarsi in compiti che richiedono sforzo mentale protratto?

Spesso perde gli oggetti necessari per i compiti o le attività?

Spesso è distratto facilmente da stimoli esterni?

Spesso è sbadato nelle attività quotidiane?

Iperattività

Muove spesso le mani o i piedi o “si agita sulla sedia?

“Spesso lascia il proprio posto a sedere in classe o in altre situazioni in cui ci si aspetta che resti seduto?

Spesso scorrazza e salta dovunque in modo eccessivo in situazioni in cui ciò è fuori luogo?

Spesso ha difficoltà a giocare quietamente?

È spesso “sotto pressione” o agisce come se fosse “motorizzato”?

Spesso chiacchiera troppo?

Impulsività

Spesso “spara” le risposte prima che abbiate finito di fare la domanda?

Spesso ha difficoltà ad attendere il proprio numero?

Spesso interrompe o è invadente verso gli altri; per esempio irrompe nei giochi degli altri bambini?

Per fare la “diagnosi” bastano sei risposte affermative su nove.

Questi test sono identici e hanno lo stesso valore di quelli che saltuariamente appaiono in alcune riviste femminili o anche maschili, dove ci divertiamo a rispondere a una serie di domande chiuse (si o no), per sapere, ad esempio, se siamo gelosi, timidi o “sfigati”.

Tali “strumenti” trovano una loro collocazione nella comunicazione mediatica a fini ludico e di intrattenimento; assurgerli a mezzo di diagnosi medica è quanto meno ridicolo.

Di: Perché Non Accada

Se Einstein fosse un bambino al giorno d’ oggi, verrebbe costretto ad assumere psicofarmaci?

Lo sapevate che da bambino, Albert Einstein non andava bene a scuola.

Si ribellava contro l’ autorità e metteva in discussione la saggezza comunemente accettata . Infatti, non riusciva neanche a parlare fluentemente la sua lingua all’ età di nove anni .

Questo solleva un interessante interrogativo: al giorno d’oggi, il piccolo Einstein verrebbe diagnosticato con ADHD ( Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività ) e indotto a prendere psicofarmaci che agiscono sui processi psichici?

Gli psichiatri sembrano dell’ opinione che un bambino irrequieto, impaziente e curioso sia qualcosa ” da medicare”.

Ma come stanno scoprendo genitori dappertutto: quello degli psichiatri è uno spudorato “ ERRORE FATALE.” ( nota: dvd Errore fatale )

 

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