Una mamma mi ha raccontato…

Una volta in vacanza ho incontrato la mamma di due bambini, sapendo che ero un Ostetrica, mi ha raccontato l’esperienza avuta in gravidanza e nel parto.
Devo dire che ascoltare le mamme che vivono l’ esperienza ” dall’ altra parte ” è importante, per chi è disposto a curiosare, a conoscere, sapere per fare dei confronti… e perchè no? migliorare per dare quel qualcosa in più, ed è una cosa che faccio volentieri. Cito la sua esperienza brevemente con le sue parole:
” Quando ero incinta ho comprato due o tre libri, li ho aperti, ma c’era solo tutto ciò che poteva accadere di negativo, malattie, pericoli ecc. e li ho chiusi subito e non ho voluto leggere più niente.

Poi sono andata al corso ed una gestante ha detto che aveva il Tunnel del Carpale, (un problema ai legamenti del polso) e dopo una settimana, è venuto anche a me.”

Intendendo che sentire i problemi che accadevano alle altre, si era condizionata a tal punto che dopo un pò aveva avuto un problema simile. La mente può fare queste cose. Poi ha proseguito dicendo :
“ Il corso l’ ho fatto, ma dicono molte cose non pratiche, del tipo portati la camomilla,la tisana, il cuscino…

L’ unica cosa che mi è stata utile è stata la respirazione. Conclusione: ho fatto il fai da te.”

Da questo suo breve resoconto, ho capito che di certo alle mamme non si può parlare di malattie, quello si può fare tra colleghi o con chi ha direttamente il problema della malattia, ma il più delle volte chi aspetta è in uno stato cosi ” celestiale ” ritenuto da antiche tradizioni, come uno stato di beatitudine sia fisica che spirituale che difficilmente si sposa con il discorso delle malattie.

Per questo motivo nel mio blog non ci sono malattie, se non raramente, salvo nel caso in cui mi viene chiesto di parlare di una specifica situazione, perchè di base nella gravidanza la malattia ci può essere, ma non è la fisiologia e la normalità … e per tale non l’ affronto, dato che voglio rivolgermi alle mamme e non alle mie colleghe, per scambiare conoscenza scientifica.

Le malattie le devono conoscere i professionisti che ruotano intorno ad una gravidanza e non le mamme per non subire effetti negativi.
Poi questa mamma, ha parlato del travaglio e parto e mi ha detto che per lei era essenziale il silenzio, perché solo cosi riusciva a concentrarsi per respirare e trovare una giusta dimensione al dolore.

Io le ho chiesto chi la disturbava di più?      Provate un pò a pensare…lei mi ha detto che era il marito!

Troppo spesso le chiedeva di cosa aveva bisogno, cosa poteva fare per lei, ecc, facendole perdere la concentrazione di cui in quel momento aveva bisogno.

Ricordo che disse ” mi chiedeva le cose e mi innervosiva … “ e poi ha aggiunto: “ mio marito si distraeva con altre persone, ed io dovevo andare da lui quando avevo la contrazione… avrei preferito mia madre … ”
Insomma di certo aiutare una donna che soffre non è facile, per essere veramente di aiuto e non di intralcio, occorre molta sensibilità.

Da questa esperienza  ho imparato una cosa,  che da  allora consiglio sempre alle mamme che fanno il corso con me,  e cioè   di spiegare  al loro compagno in che modo loro vorrebbero essere aiutate durante il travaglio, cosi che ogni mamma si esprime  e si fa capire in base alle esigenze personali perché non siamo tutte uguali ed in ogni caso è bene esternare i propri bisogni cosi da mettere realmente nelle condizioni di dare un valido aiuto, il compagno desideroso di sentirsi utile in un momento cosi particolare e difficile della loro  compagna.

Dato che il genere umano nella norma non è allenato ad usare la telepatia, è quindi dovere della donna comunicare…  e far sentire partecipe  anche il futuro papà, il quale  spesso è  volenteroso di essere utile  ad un evento molto importante anche per lui.

 

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